La domanda arriva sempre, di solito dopo la prima settimana: "Ma su iPhone le notifiche arrivano?". La risposta onesta è sì, ma non come su Android e non come sul computer. Su iPhone e iPad le web push esistono davvero, ma passano da una porta stretta che ha deciso Apple, e nessuna piattaforma la può allargare.
In questa guida mettiamo in fila cosa funziona, cosa non funziona, cosa vede il lettore, come spiegargli il gesto che serve, e quando ha senso pensare a qualcosa di diverso, come un'app nativa. Vale per chiunque mandi web push, con qualunque strumento. Se parti da zero, prima conviene leggere cosa sono le web push.
La regola di Apple, in una frase
Da iOS e iPadOS 16.4 in poi, un sito può mandare notifiche push a un iPhone o a un iPad solo se il lettore lo ha aggiunto alla schermata Home come web app, e solo se da lì, aprendolo, ha accettato le notifiche.
Tutto il resto discende da questa frase. Vediamo i pezzi uno alla volta.
Serve una web app, non una pagina
Quando aggiungi un sito alla schermata Home, iOS crea un'icona che assomiglia a quella di un'app. Se il sito ha un manifest web app (un piccolo file che descrive nome, icona e modalità di visualizzazione) configurato per aprirsi come applicazione a sé, toccando l'icona il sito si apre a schermo intero, senza la barra di Safari: per iOS a quel punto è una web app, con le sue impostazioni e le sue notifiche.
Senza un manifest adatto, l'icona sulla Home si comporta come un segnalibro e il sito si riapre dentro Safari. In quel caso le notifiche non si possono chiedere. Il manifest fa parte del sito: se ne occupa chi gestisce il tema o lo sviluppo, e molti temi e CMS moderni lo prevedono già. Vale la pena controllare che ci sia e che dichiari la modalità a schermo intero (in gergo, display impostato su standalone).
Il permesso si chiede dopo un gesto
Anche dentro la web app, iOS non lascia chiedere il permesso quando vuole il sito. La richiesta deve partire da un gesto del lettore: un tocco su un pulsante tipo "Attiva le notifiche". Solo allora compare la finestra di sistema con "Consenti" e "Non consentire". Una richiesta lanciata da sola al caricamento della pagina viene ignorata.
È una regola sensata, e in fondo è la stessa buona pratica che conviene seguire ovunque: chiedere il permesso quando il lettore ha appena mostrato interesse, non appena arriva.
In Safari normale non c'è il popup
Qui nasce la maggior parte degli equivoci. Se il lettore visita il tuo sito da Safari su iPhone, come fa di solito, la richiesta di permesso non esiste. Non è che il popup venga rifiutato o nascosto: semplicemente il sistema, in una normale scheda del browser, non offre al sito la possibilità di chiedere le notifiche.
Quindi se guardi le statistiche e vedi pochissimi iscritti da iPhone, non è un errore di installazione. È il comportamento previsto.
E Chrome, Firefox, Edge su iPhone?
Qui conviene essere prudenti, perché è un terreno che Apple ha cambiato più volte. Il punto fermo è questo: su iPhone e iPad i browser di terze parti, per le regole di Apple, usano il motore di Safari (WebKit). Hanno un'interfaccia diversa, sincronizzano i tuoi segnalibri, ma sotto il cofano il sito viene disegnato dallo stesso motore.
La conseguenza pratica è che le regole delle notifiche sono le stesse: aprire un sito in Chrome per iPhone non dà accesso a un popup che Safari non ha. Anche lì, il percorso passa dall'aggiunta alla schermata Home. Da iOS 16.4 Apple permette anche ai browser di terze parti di aggiungere siti alla Home, ma se e come ciascun browser offra questa voce dipende dalla sua versione, e può cambiare.
Negli ultimi anni, in alcuni paesi (per esempio nell'Unione europea) le regole sui motori dei browser alternativi sono state ammorbidite per legge. Nella pratica, però, per le notifiche web su iPhone il riferimento resta quello descritto qui: web app aggiunta alla Home, permesso chiesto con un gesto. Per spiegarlo ai lettori, la strada più semplice è indicare Safari, che è il browser in cui il percorso è più chiaro e documentato.
Mac con Safari: nessun problema
La situazione su Mac è molto più semplice. Safari supporta le web push standard dalla versione 16.1, su macOS Ventura e anche sui precedenti Monterey e Big Sur aggiornati, con la stessa tecnologia usata da Chrome, Edge e Firefox. Il lettore visita il sito, vede la richiesta di permesso (sempre dopo un gesto, come ormai chiedono quasi tutti i browser), accetta, e le notifiche arrivano nel Centro notifiche del Mac come quelle di qualsiasi altra app.
Niente schermata Home, niente web app: sul Mac il sito funziona come su un computer Windows con Chrome. Se una parte del tuo pubblico legge dal Mac, la raggiungi normalmente.
Cosa vede il lettore su iPhone
Quando il lettore ha fatto tutti i passaggi, l'esperienza è buona. Le notifiche della web app si comportano come quelle di un'app installata: compaiono sulla schermata di blocco e nel Centro notifiche con l'icona del sito, rispettano le modalità di concentrazione impostate sul telefono, e il lettore le trova nelle Impostazioni del telefono, sotto Notifiche, con il nome della web app, da dove può silenziarle o disattivarle.
Toccando la notifica si apre la web app, non Safari, sulla pagina collegata alla push.
Ci sono anche alcune differenze da tenere a mente, senza drammi:
- Il titolo resta la cosa più importante. Come su tutti i telefoni, il testo viene troncato presto. Le regole per scrivere titoli che fanno cliccare valgono anche qui, forse di più.
- L'immagine grande può non comparire come la vedi su Android. Una push deve funzionare anche solo con titolo e testo.
- Se il lettore toglie l'icona dalla schermata Home, la web app viene rimossa e con lei, in genere, la sua iscrizione alle notifiche. Da quel momento il dispositivo non riceve più niente, e quell'iscritto prima o poi risulterà non più valido.
Come spiegare ai lettori iPhone il gesto "Aggiungi alla schermata Home"
Se il tuo sito ha un pubblico affezionato che legge da iPhone, vale la pena spiegargli il percorso. Non tutti lo faranno, ma chi lo fa è di solito il lettore più fedele. Puoi mettere queste istruzioni in una pagina dedicata, in un box a fine articolo o in una newsletter.
Ecco un testo passo passo che puoi adattare:
- Apri il sito in Safari sul tuo iPhone.
- Tocca il tasto Condividi, l'icona con il quadrato e la freccia verso l'alto. A seconda della versione di iOS lo trovi nella barra in basso oppure dentro il menu con i tre puntini.
- Scorri l'elenco delle azioni e tocca "Aggiungi alla schermata Home". Se non la vedi subito, scorri verso il basso: a volte è più in fondo.
- Controlla il nome che comparirà sotto l'icona e tocca "Aggiungi". Se compare un'opzione per aprire il sito come app web, lasciala attiva.
- Torna alla schermata Home e apri il sito dalla nuova icona, non da Safari.
- Tocca il pulsante per attivare le notifiche e, quando iOS lo chiede, scegli "Consenti".
Due consigli per rendere questo testo efficace. Il primo: spiega il perché prima del come. "Su iPhone, per ricevere le notizie urgenti, serve un passaggio in più" funziona meglio di un elenco di istruzioni senza contesto. Il secondo: non insistere. Mostrare queste istruzioni a ogni visita, a ogni lettore iPhone, trasforma un invito in un fastidio. Meglio una pagina ben fatta, linkata dove serve.
Ricorda anche che il punto 6 funziona solo se dentro la web app c'è un pulsante che chiede il permesso quando viene toccato. Se il tuo sito usa una richiesta automatica al caricamento, su iPhone non comparirà niente: serve un elemento che il lettore possa toccare.
Perché la maggior parte degli iscritti arriverà comunque da Android e desktop
Anche con le istruzioni migliori, la quota di iscritti da iPhone resterà più bassa di quella che il tuo traffico da iPhone farebbe pensare. Non è un fallimento, è la matematica del percorso: tra il lettore che arriva da un link e il lettore che riceve le notifiche ci sono cinque o sei passaggi, e ogni passaggio perde qualcuno.
Su Android, invece, il percorso è di un solo tocco: il lettore vede la richiesta nel browser, accetta, e da quel momento riceve le notifiche. Lo stesso sul computer con Chrome, Edge, Firefox e Safari per Mac. Per questo, per la grande maggioranza dei siti, l'audience delle push è fatta soprattutto di Android e desktop.
Che cosa significa in pratica:
- Non stimare il tuo potenziale sul traffico totale. Mettiamo che metà dei tuoi visitatori arrivi da iPhone: quella metà contribuirà poco agli iscritti, ed è normale.
- Guarda le statistiche per dispositivo e browser, non solo il totale. Ti dicono da dove arriva davvero la tua audience.
- Non confrontare il tuo tasso di accettazione con quello di un sito dal pubblico diverso. Un sito molto letto da iPhone avrà un tasso complessivo più basso di uno letto soprattutto da Android, a parità di tutto il resto.
Le web push restano un canale che vale la pena attivare anche con un pubblico molto iPhone: raggiungono comunque tutti gli altri, e i lettori iPhone più affezionati possono entrare dalla porta della schermata Home.
Le alternative: un'app nativa
Se il tuo pubblico è in gran parte su iPhone e le notifiche sono centrali per il tuo lavoro, prima o poi qualcuno propone un'app nativa. È un'opzione vera, con vantaggi e costi da mettere sul tavolo con calma.
I vantaggi. Un'app nativa su iPhone chiede il permesso delle notifiche in modo diretto, senza il passaggio dalla schermata Home. Può offrire funzioni che un sito non ha, e ha la sua presenza nell'App Store.
I costi. Un'app va progettata, sviluppata e soprattutto mantenuta, di solito per due piattaforme (iOS e Android). Ci sono l'iscrizione ai programmi per sviluppatori, la revisione di ogni aggiornamento da parte degli store, i tempi di pubblicazione, gli aggiornamenti obbligati quando cambiano i sistemi operativi. Per un piccolo editore o un blog, è un progetto di mesi e un costo che resta nel tempo, non una spesa una tantum.
Il problema di fondo. Anche un'app nativa ha un passaggio in più: il lettore la deve scaricare. Chi non è disposto ad aggiungere un sito alla schermata Home spesso non è disposto nemmeno a installare un'app. L'app risolve il problema del permesso, non quello dell'attenzione.
Per questo molti siti scelgono una strada intermedia: web push per tutti (che raggiungono Android, desktop e gli iPhone che fanno il passaggio), e un'app solo quando il pubblico e il modello di business la giustificano davvero. Se stai valutando gli strumenti, trovi una guida su come scegliere una piattaforma di web push.
Cosa fa Natom su iPhone
Su iPhone Natom ha gli stessi limiti di tutte le piattaforme di web push: sono regole di iOS, non scelte di chi manda le notifiche. Chi ti promette di arrivare a tutti gli iPhone senza il passaggio dalla schermata Home sta promettendo qualcosa che il sistema non consente.
Dentro quei limiti, le push di Natom partono con priorità alta, che su Android le fa arrivare anche a schermo spento, e con una durata di consegna: se il dispositivo è spento o offline, la notifica viene consegnata quando torna online, entro il tempo impostato. È la stessa tecnologia standard che usano i browser, basata su Firebase Cloud Messaging di Google.
Nelle statistiche di Natom vedi gli iscritti divisi per browser e dispositivi, così sai quanta parte della tua audience arriva da iPhone e non devi indovinarlo. E le iscrizioni vengono ricontrollate e quelle non più valide rimosse: il conteggio che paghi è quello degli iscritti attivi.
Come funziona il resto (popup, service worker, audience) lo trovi nella documentazione. Il meccanismo che rende possibili le notifiche, anche su iPhone, è il service worker: se vuoi capirlo, c'è una guida semplice.
Domande frequenti
Le web push funzionano su tutti gli iPhone? Funzionano su iPhone e iPad con iOS o iPadOS 16.4 o successivo, e solo per i siti che il lettore ha aggiunto alla schermata Home e da cui ha accettato le notifiche. Sui dispositivi con versioni più vecchie non funzionano.
Perché su iPhone non compare il popup delle notifiche? Perché in una normale scheda di Safari, o di un altro browser su iPhone, il sistema non permette ai siti di chiedere le notifiche. La richiesta è possibile solo dentro la web app aperta dall'icona sulla schermata Home, e solo dopo un tocco del lettore.
Se il lettore usa Chrome su iPhone cambia qualcosa? Per le notifiche, nella pratica no. Su iPhone i browser di terze parti usano il motore di Safari e seguono le stesse regole. Per spiegare il percorso ai lettori conviene indicare Safari, dove è più chiaro.
Su Mac con Safari serve aggiungere il sito da qualche parte? No. Con Safari 16.1 o successivo (macOS Big Sur, Monterey, Ventura e seguenti), le web push funzionano come su qualsiasi browser desktop: il lettore accetta la richiesta e riceve le notifiche.
Una piattaforma di web push può aggirare il limite di iOS? No. È una regola del sistema operativo e vale per tutte le piattaforme, Natom compresa. Si può solo spiegare bene ai lettori il passaggio dalla schermata Home.
Conviene fare un'app nativa per raggiungere gli utenti iPhone? Dipende dal pubblico e dal budget. Un'app evita il passaggio dalla schermata Home ma costa tempo e soldi per svilupparla e mantenerla, e il lettore deve comunque scaricarla. Per molti siti le web push per tutti, più un invito chiaro ai lettori iPhone, sono il punto di partenza più ragionevole.