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Come scegliere una piattaforma di web push: 10 domande da fare prima di firmare

Piattaforme · 26 settembre 2026

Scegliere una piattaforma di web push sembra una decisione piccola. Si incolla uno snippet, si carica un file, si mandano le prime notifiche. Poi passano sei mesi, gli iscritti diventano ventimila, e ci si accorge che la decisione piccola era grande: cambiare fornitore adesso significa ricostruire una parte del pubblico, riscrivere le automazioni, rifare le abitudini della redazione.

Per questo conviene fare le domande giuste prima, quando cambiare idea costa zero. Le pagine dei prezzi rispondono a metà delle domande, e di solito alla metà meno importante. Il resto sta nelle note a piè di pagina, nella documentazione o nella risposta del supporto a una mail precisa.

Qui sotto ci sono dieci domande da fare a qualsiasi piattaforma, compresa la nostra. Per ognuna: perché conta, come suona una risposta buona, come suona un segnale d'allarme. E in una riga, come risponde Natom, così puoi usarci come termine di paragone o scartarci con cognizione di causa. Se non sai ancora bene cosa siano le notifiche web, conviene partire dalle basi e poi tornare qui.

1. Si paga per iscritti o per invii? E come vengono contati gli iscritti?

Perché conta. Esistono due modelli di prezzo. Nel primo paghi in base a quante persone sono iscritte, e poi mandi quante push vuoi. Nel secondo paghi in base a quante notifiche mandi, o a un misto dei due. Per un sito che pubblica poco, la differenza è piccola. Per un editore che manda più push al giorno, il modello a invii può moltiplicare la bolletta proprio quando le cose vanno bene.

Ma anche nel modello a iscritti c'è una trappola: quali iscritti vengono contati. Una parte degli iscritti, col tempo, smette di esistere. Il lettore ha cambiato telefono, ha cancellato i dati del browser, ha disinstallato l'app del browser. Quel token non riceverà mai più niente, ma se la piattaforma non lo rimuove resta nel conteggio, e tu lo paghi ogni mese.

Risposta buona. "Paghi per iscritti attivi, le push sono illimitate, e gli iscritti che non rispondono più vengono ricontrollati e rimossi."

Segnale d'allarme. "Contiamo tutti gli iscritti raccolti dall'inizio", oppure una risposta vaga su cosa succede ai token morti. Se il numero di iscritti sale sempre e non scende mai, qualcosa non viene pulito.

Natom: push illimitate su tutti i piani, si paga per iscritti, e il conteggio è quello degli iscritti attivi (le iscrizioni non più valide vengono ricontrollate e tolte).

Se vuoi fare i conti su casi concreti, ne parliamo in quanto costa il web push.

2. Cosa succede quando superi il limite del piano?

Perché conta. Ogni piano ha un tetto. Il giorno in cui lo superi di solito non è un giorno qualunque: è il giorno della notizia che ha portato migliaia di nuovi iscritti, cioè il giorno in cui la push serve di più.

Ci sono piattaforme che, superato il limite, bloccano tutto all'istante, senza preavviso. Altre ti avvisano e ti danno tempo per decidere, e nel frattempo tutto continua a funzionare.

Risposta buona. "Ti avvisiamo subito e hai qualche giorno per cambiare piano. Gli iscritti non si perdono mai, e appena cambi piano si riparte."

Segnale d'allarme. "Superato il limite, gli invii si bloccano subito" oppure "si passa automaticamente al piano superiore e si fattura". Il primo ti lascia muto senza preavviso, il secondo ti fa scoprire il cambio di prezzo in fattura.

Natom: avviso via email e 5 giorni di tolleranza in cui tutto funziona; poi invii e nuove iscrizioni si sospendono finché non cambi piano. Nessun passaggio automatico di piano, nessun iscritto perso.

3. La piattaforma fa pubblicità o monetizza i tuoi iscritti?

Perché conta. Alcuni servizi di notifiche nascono accanto a un'attività pubblicitaria, o la aggiungono col tempo. Il modello può essere legittimo, ma per un editore cambia tutto: gli iscritti sono il tuo pubblico, raccolto sul tuo dominio con la tua reputazione. Se qualcun altro può mandare loro messaggi, o usare i loro dati per vendere spazi, quel pubblico non è più solo tuo.

La domanda da fare è diretta: la parte che gestisce le mie notifiche è separata da qualsiasi funzione pubblicitaria? E subito dopo: i dati dei miei iscritti vengono usati per altro che non sia consegnare le mie push?

Risposta buona. "No, la piattaforma non vende pubblicità, non manda messaggi ai tuoi iscritti e non usa i loro dati per altri scopi."

Segnale d'allarme. Formule come "possibilità di monetizzare il tuo pubblico", "rete di inserzionisti", o un piano gratuito molto generoso senza una spiegazione chiara di come si ripaga. Se il prodotto è gratis e non capisci cosa stai pagando, chiedi.

Natom: il modello è l'abbonamento in base agli iscritti; Natom non traccia la navigazione del lettore e non fa profilazione.

4. Privacy e GDPR: cosa viene tracciato?

Perché conta. Una push richiede un consenso esplicito del browser, ma questo non esaurisce il discorso. Lo script della piattaforma gira sulle tue pagine: può limitarsi a gestire l'iscrizione, oppure raccogliere dati sulla navigazione, costruire profili, incrociare comportamenti fra siti diversi. Tutto quello che raccoglie entra nella tua informativa privacy e nelle tue responsabilità.

Risposta buona. Un elenco preciso e corto dei dati salvati, per esempio: token di iscrizione, browser, sistema operativo, dispositivo, paese, argomenti scelti dal lettore. E una frase chiara su cosa non viene fatto.

Segnale d'allarme. Risposte generiche ("rispettiamo il GDPR") senza l'elenco dei dati, oppure funzioni che richiedono il tracciamento della navigazione presentate come caratteristiche di serie.

Natom: non traccia la navigazione del lettore; salva il token, browser, sistema e dispositivo, il paese e gli argomenti scelti. Niente profilazione.

Per il quadro normativo completo c'è la guida dedicata su GDPR e web push.

5. Quanto è semplice l'installazione? C'è un plugin per WordPress?

Perché conta. Tecnicamente ogni piattaforma chiede le stesse due cose: uno snippet JavaScript nelle pagine e un file service worker nella root del dominio (se vuoi capire perché proprio lì, c'è una guida al service worker nel blog). La differenza sta in quanto lavoro resta a te dopo, ogni giorno.

Su WordPress la domanda vera non è "c'è un plugin?" ma "cosa fa il plugin?". Un plugin che inserisce solo lo snippet ti risparmia cinque minuti una volta. Un plugin che ti fa mandare la push dall'editor dell'articolo ti risparmia cinque minuti ogni giorno.

Risposta buona. "Il plugin installa snippet e service worker, ti fa inviare la push dall'articolo e funziona anche sui tipi di contenuto personalizzati." E il plugin è incluso in tutti i piani, non solo in quelli costosi.

Segnale d'allarme. Plugin riservato ai piani alti, oppure un'installazione che richiede di modificare il tema a mano ogni volta che lo aggiorni.

Natom: il plugin Natom Push, disponibile su tutti i piani, installa snippet e service worker, invia dall'editor con l'immagine in evidenza e funziona su qualsiasi contenuto pubblico abilitato, prodotti WooCommerce compresi.

I dettagli passo per passo sono in web push su WordPress.

6. Il lettore può scegliere gli argomenti?

Perché conta. Il motivo più comune per cui un lettore si disiscrive non è la singola push brutta: è la sensazione di ricevere cose che non gli interessano. Se hai un sito che parla di più temi, chi segue lo sport non vuole la politica, e viceversa.

Le piattaforme gestiscono questo in due modi. Nel primo decidi tu a chi mandare cosa, in base a segmenti che costruisci. Nel secondo sceglie il lettore, con una schermata di preferenze. Il secondo è più rispettoso e di solito più efficace, perché il lettore sa cosa ha chiesto.

Risposta buona. "Subito dopo l'iscrizione il lettore sceglie gli argomenti, e può cambiarli quando vuole da un link." Meglio ancora se la piattaforma dichiara che la scelta del lettore non viene modificata di nascosto.

Segnale d'allarme. Le preferenze esistono ma il lettore non ha modo di tornarci sopra, oppure la segmentazione è solo lato editore e basata su comportamenti tracciati.

Natom: il lettore sceglie categorie o tag dopo aver accettato e li cambia dal link Gestisci le notifiche; la sua scelta è sovrana, e chi non sceglie riceve tutto.

7. Cosa si può automatizzare: RSS, bozze, programmazione, ricorrenti?

Perché conta. Una redazione che pubblica dieci articoli al giorno non può scrivere dieci push a mano. Ma l'automazione totale ha il rischio opposto: push alle tre di notte, cinque notifiche in un'ora, articoli minori mandati a tutti.

Le domande da fare sono quattro. RSS: ogni articolo nuovo può diventare una push? E posso scegliere fra invio automatico e bozza da rivedere? Controlli: c'è un tetto giornaliero, ci sono ore di silenzio, posso filtrare le categorie? Programmazione: posso fissare data e ora di una push? Ricorrenti: posso impostare una push fissa, ogni giorno alla stessa ora, nel fuso orario giusto?

Risposta buona. Tutte e quattro, con la possibilità di scegliere caso per caso fra automatico e manuale.

Segnale d'allarme. RSS solo automatico, senza tetti né ore di silenzio. Oppure automazioni che esistono solo via API, quindi solo per chi ha uno sviluppatore.

Natom: feed RSS in modalità automatica (con tetto giornaliero, ore di silenzio e filtro categorie) o bozza già instradata per categoria, più programmazione di ogni push e push ricorrenti con fuso orario. Programmazione e RSS partono dal piano Starter.

8. Le statistiche contano le impression vere o solo le push "inviate"?

Perché conta. "Inviata" significa che la piattaforma ha passato la notifica al servizio del browser. Non significa che il lettore l'abbia vista. Il telefono può essere spento, il token può essere scaduto, il sistema può aver raggruppato la notifica. Un CTR calcolato sulle inviate e uno calcolato sulle mostrate raccontano due storie diverse, e se confronti piattaforme diverse devi sapere quale delle due stai leggendo.

Risposta buona. Per ogni campagna, numeri separati: inviate, impression (notifiche effettivamente mostrate), click, CTR. Più la crescita degli iscritti, il tasso di accettazione del popup e la ripartizione per paese, browser e dispositivo. Se alcune cifre sono stimate, la piattaforma lo dice.

Segnale d'allarme. Un solo numero chiamato "consegnate" senza spiegare cosa misura, oppure statistiche complete solo sui piani a pagamento.

Natom: inviate, impression, click e CTR per campagna, anche sul piano Free; sopra i 5.000 iscritti le impression sono stimate per campione, e lo diciamo.

9. Come viene gestita la consegna: priorità, TTL, iOS?

Perché conta. Due push identiche possono arrivare in modo molto diverso a seconda di come vengono spedite. La priorità decide se un telefono Android con lo schermo spento sveglia la notifica subito o la tiene da parte. Il TTL (time to live) decide per quanto tempo la notifica resta in attesa se il dispositivo è offline: una notizia di stamattina consegnata domani è peggio di una notizia non consegnata.

E poi c'è iOS. Su iPhone le web push funzionano solo se il lettore ha aggiunto il sito alla schermata Home, da iOS 16.4 in poi. È un limite di Apple, non della piattaforma, e nessuno lo può aggirare. Una piattaforma seria te lo dice subito.

Risposta buona. "Priorità alta, TTL impostato, e su iPhone funziona con il sito aggiunto alla Home, ecco come."

Segnale d'allarme. Promesse di "consegna garantita al 100%" o di "funziona su tutti gli iPhone senza fare niente". Nessuno può garantire una consegna totale: i dispositivi spenti per settimane e i token scaduti esistono.

Natom: priorità alta per arrivare anche a schermo spento su Android, TTL per consegnare quando il dispositivo torna online, e sui dettagli di iPhone c'è web push su iOS.

10. Se un giorno cambi, di chi sono gli iscritti?

Perché conta. È la domanda che nessuno fa all'inizio e tutti si fanno alla fine. Il permesso di ricevere notifiche il browser lo concede al tuo dominio, non alla piattaforma. Ma i token di iscrizione sono legati alle chiavi della piattaforma che li ha raccolti, e non sempre si possono portare via così come sono.

Chiedi quindi due cose. Primo: se me ne vado, posso esportare i miei dati? Secondo: se arrivo da un altro servizio, cosa devo fare per non perdere il pubblico, e i lettori dovranno rivedere il popup del browser?

Risposta buona. Una guida scritta alla migrazione, in entrata e in uscita, onesta su cosa si trasferisce e cosa va ri-raccolto.

Segnale d'allarme. "Importiamo tutti i tuoi iscritti con un click" senza spiegare come, oppure silenzio totale sull'uscita. Chi rende facile entrare e difficile uscire ti sta dicendo qualcosa.

Natom: c'è una guida alla migrazione; il permesso appartiene al dominio, quindi i lettori non rivedono il popup del browser, e la guida spiega passo per passo come ri-raccogliere o migrare gli iscritti del vecchio servizio.

Come usare queste domande

Non serve che una piattaforma risponda perfettamente a tutte e dieci. Serve sapere quali contano per te. Un blog personale guarderà soprattutto prezzo e semplicità (domande 1, 2 e 5). Un editore con molte sezioni guarderà preferenze del lettore, automazioni e statistiche (6, 7 e 8), e per lui la domanda 3 non è un dettaglio, è un criterio di esclusione. Un negozio guarderà installazione e consegna (5 e 9).

Un consiglio pratico: fai le domande per iscritto, via mail al supporto, e conserva le risposte. Una risposta scritta vale più di una pagina di marketing, e fra un anno ti ricorderai esattamente cosa ti avevano detto. Se il tuo sito è una testata o un blog con tanti articoli al giorno, trovi altri criteri in push per editori.

La tabella da stampare

# Domanda Cosa chiedere
1 Prezzo Si paga per iscritti o per invii? Si contano gli attivi? Gli iscritti morti vengono rimossi?
2 Limite Superato il tetto, le push si bloccano o continuano?
3 Pubblicità La piattaforma vende pubblicità o usa i miei iscritti per altro?
4 Privacy Elenco preciso dei dati salvati. Si traccia la navigazione?
5 Installazione Cosa fa il plugin WordPress? È incluso in tutti i piani?
6 Preferenze Il lettore sceglie gli argomenti e può cambiarli?
7 Automazione RSS automatico o bozza, tetti, ore di silenzio, programmazione, ricorrenti?
8 Statistiche Inviate e impression sono numeri separati? Cosa è stimato?
9 Consegna Priorità, TTL, cosa succede su iPhone?
10 Uscita Guida alla migrazione in entrata e in uscita? Cosa va ri-raccolto?

Domande frequenti

Una piattaforma gratuita va bene per iniziare? Sì, a patto di capire come si sostiene. Un piano gratuito con un limite di iscritti chiaro è un modo normale per provare. Un servizio completamente gratuito senza limiti e senza spiegazioni merita la domanda 3. Il piano Free di Natom arriva a 1.000 iscritti, senza carta.

Meglio pagare per iscritti o per invii? Dipende da quanto mandi. Se mandi poche push al mese, i due modelli si equivalgono. Se mandi più push al giorno, il modello a iscritti con push illimitate è di solito più prevedibile, perché la bolletta non cresce con l'attività della redazione.

Posso cambiare piattaforma senza perdere gli iscritti? Il permesso del browser resta al tuo dominio, quindi i lettori non rivedono il popup. Ma gli iscritti del vecchio servizio vanno ri-raccolti o migrati seguendo una procedura: diffida di chi promette un trasferimento istantaneo senza spiegare come.

Le web push funzionano su iPhone? Sì, da iOS 16.4, ma solo se il lettore ha aggiunto il sito alla schermata Home. È una regola di Apple che vale per tutte le piattaforme.

Quante di queste domande devo fare davvero? Tutte e dieci richiedono una mail di dieci minuti. Poi pesa le risposte in base al tuo sito: per un editore contano di più pubblicità, preferenze e automazioni, per un piccolo blog prezzo e installazione.

Come verifico che le statistiche siano affidabili? Chiedi la definizione di ogni numero. Se la piattaforma distingue fra inviate e impression e dice quali cifre sono stimate, puoi confrontarla con le altre. Se c'è solo "consegnate", chiedi cosa significa esattamente.

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