Un negozio online spende quasi tutta la sua energia per portare gente sul sito. Campagne, contenuti, social, motori di ricerca. Poi il visitatore guarda due prodotti, chiude la scheda e sparisce. Se non ha lasciato l'email e non ti segue da nessuna parte, l'unico modo per rivederlo è pagare di nuovo per farlo tornare.
Le web push notifications cambiano questa equazione. Il visitatore accetta le notifiche una volta, con un click, e da quel momento puoi raggiungerlo direttamente sul suo browser, sul computer o sul telefono Android, anche quando il tuo sito è chiuso. Niente email da chiedere, niente algoritmo in mezzo a decidere se mostrargli il tuo messaggio.
Questa guida è pensata per chi ha un negozio WooCommerce. Vediamo perché le push hanno senso in un e-commerce, come si installano, cosa conviene mandare e cosa no, come dividere gli iscritti in gruppi, quante notifiche inviare e come misurare se funzionano. E diciamo chiaramente anche cosa si fa a mano, perché è la parte che le guide tendono a saltare.
Perché le web push in un negozio online
Un negozio ha un problema che un blog non ha: la maggior parte dei visitatori non compra alla prima visita. Guarda, confronta, rimanda. La domanda vera non è "come porto più gente", ma "come faccio tornare chi è già passato".
Le push servono proprio a questo. Qualche esempio di situazioni in cui una notifica ha senso:
- Nuovi arrivi. È uscita la collezione autunno, è arrivato un prodotto che i clienti chiedevano da mesi.
- Offerte e saldi. L'inizio dei saldi, un weekend di spedizione gratuita, una promozione che scade a mezzanotte.
- Ritorni in magazzino. Un articolo molto richiesto è di nuovo disponibile.
- Contenuti del blog del negozio. Una guida alle taglie, un abbinamento, un tutorial d'uso. Se il tuo negozio ha un blog, è materiale ottimo per le push perché non chiede di comprare: dà valore.
Rispetto all'email, la push ha due caratteristiche utili. È immediata: arriva sullo schermo, non in una casella da aprire. Ed è leggera per chi si iscrive: nessun dato da compilare, quindi molte più persone la accettano. Il rovescio della medaglia è che si disattiva con altrettanta facilità, e questo è il motivo per cui buona parte di questa guida parla di cosa non mandare.
Se parti da zero e vuoi prima capire come funziona la tecnologia, trovi le basi in cosa sono le web push.
Installazione su WooCommerce con il plugin
WooCommerce gira su WordPress, quindi l'installazione è la stessa di qualunque sito WordPress. Tecnicamente servono due cose: uno snippet JavaScript su tutte le pagine e un file service worker nella root del dominio, cioè il componente che il browser usa per ricevere le notifiche anche a sito chiuso. Il sito deve essere in HTTPS, ma un negozio online lo è già per forza.
Con Natom la strada più semplice è il plugin Natom Push, che scarichi dalla dashboard ed è disponibile su tutti i piani, gratuito compreso. Il plugin installa da solo snippet e service worker, quindi non devi toccare il tema né caricare file via FTP. Se preferisci la strada manuale, la procedura passo per passo è nella guida alle web push su WordPress.
Abilitare i prodotti nelle impostazioni
Qui c'è il passaggio che interessa davvero a un negozio. Il plugin permette di inviare una push direttamente dall'editor del contenuto, usando l'immagine in evidenza come immagine della notifica. Di base lavora sugli articoli, ma funziona su qualunque tipo di contenuto pubblico che scegli nelle impostazioni del plugin.
Quindi: apri le impostazioni del plugin, abilita il tipo di contenuto "prodotto" di WooCommerce, salva. Da quel momento, quando apri la scheda di un prodotto nell'editor, trovi il riquadro per inviare la push di quel prodotto: titolo, testo, immagine in evidenza e link alla pagina prodotto. È il modo più rapido per annunciare un nuovo arrivo senza copiare e incollare nulla in una dashboard esterna.
Verifica
Apri il negozio in una finestra normale del browser, accetta le notifiche e controlla che il contatore iscritti segni 1. Poi manda una push di prova a te stesso. Se arriva, la catena è completa.
Cosa mandare (e cosa no)
La regola generale è semplice: ogni push deve avere un motivo per essere aperta adesso. Non domani, non "prima o poi". Adesso.
Le push che funzionano in un negozio
Nuovi arrivi. Il caso più naturale. Una push per un prodotto nuovo, o per una collezione intera, con l'immagine giusta. Se hai abilitato i prodotti nel plugin, la mandi dall'editor del prodotto appena lo pubblichi.
Saldi e promozioni a tempo. Qui la scadenza è il messaggio. "Spedizione gratis fino a domenica" funziona perché dice cosa guadagni e fino a quando. Puoi preparare la push in anticipo e programmarla per l'ora esatta in cui parte la promozione (la schedulazione è inclusa dal piano Starter in su).
Riassortimenti annunciati a mano. Un prodotto molto richiesto torna disponibile? Mandi una push. Il punto da chiarire subito è che la mandi tu, quando te ne accorgi o quando il magazzino ti avvisa: non parte da sola al cambio di disponibilità in WooCommerce.
Contenuti del blog del negozio. Una guida all'acquisto, un confronto fra due modelli, un'idea regalo. Queste push sono preziose perché abituano l'iscritto a ricevere qualcosa di utile, non solo richieste di acquisto. Se il blog ha un feed RSS, puoi anche collegarlo e far diventare ogni nuovo articolo una push, in automatico o come bozza da rivedere (dal piano Starter).
Appuntamenti ricorrenti. Se hai un rito fisso, per esempio "l'offerta del venerdì", puoi impostare una push ricorrente allo stesso giorno e alla stessa ora, con il fuso orario giusto.
Le push da evitare
Lo sconto permanente. Se ogni push annuncia "sconti imperdibili", dopo tre settimane nessuno ci crede più. La promozione funziona quando è rara.
Il prodotto a caso. "Scopri questo articolo" senza un motivo (nuovo, scontato, tornato disponibile) è rumore.
Promesse che la pagina non mantiene. "Sconto del 50%" quando vale su un solo articolo. Il cliente clicca, scopre il trucco, e la volta dopo si disiscrive. Per scrivere titoli che fanno cliccare senza bruciare gli iscritti, trovi venti esempi (compresi alcuni da negozio) in come scrivere titoli di push che fanno cliccare.
Audience: mandare la push giusta a chi interessa
Un negozio di abbigliamento che manda la collezione uomo a chi compra solo donna spreca una push e rischia un iscritto. Dividere gli iscritti in gruppi, le audience, è il modo più efficace per alzare i click e abbassare le disiscrizioni.
Per paese
Se vendi in più paesi, l'audience per paese è la prima da usare. Una promozione valida solo in Italia non deve arrivare a un cliente in Germania, e la push nella lingua sbagliata è quasi peggio che nessuna push.
Per categoria degli articoli del blog
Il plugin crea in automatico un'audience per ogni categoria e ogni tag degli articoli del blog. Il lettore, subito dopo aver accettato le notifiche, può anche scegliere gli argomenti che gli interessano e cambiarli quando vuole da un link "Gestisci le notifiche". Chi non sceglie riceve tutto.
Qui serve essere precisi: le audience automatiche nascono dalle categorie e dai tag degli articoli, non dalle categorie dei prodotti WooCommerce. Se il tuo blog ha categorie che ricalcano il catalogo (per esempio "Running", "Trekking", "Bambini"), di fatto ottieni già una segmentazione per interesse. Se non hai un blog, o le categorie non corrispondono, serve il passo successivo.
Tag personalizzati con natom.tag (per chi ha uno sviluppatore)
Mettiamo che tu voglia raggiungere chi ha visitato la categoria prodotti "Scarpe da trail". Questo si fa con un tag personalizzato: una riga di JavaScript, natom.tag, che il tuo sviluppatore aggiunge al template della categoria prodotto. Quando un iscritto visita quella pagina, riceve il tag; poi crei un'audience con quel tag e le mandi la push dedicata.
È semplice, ma richiede di mettere mano al codice del tema: non è una casella da spuntare. La sintassi e gli esempi sono nella documentazione delle audience. Le audience personalizzate sono incluse dal piano Pro in su.
Un appunto sulla privacy: Natom non traccia la navigazione dei visitatori. Salva il token di iscrizione, browser, dispositivo, paese e gli argomenti scelti dal lettore. Un tag personalizzato esiste solo se lo imposti tu, con il tuo codice, quindi valuta come descriverlo nella tua informativa. Per approfondire le regole in Europa c'è la guida su GDPR e web push.
Frequenza e orari
Non esiste un numero giusto valido per tutti, ma esiste un principio: l'iscritto non giudica la singola push, giudica quanto lo disturbi. Un negozio non è un giornale: non ha dieci notizie al giorno, e non dovrebbe fingere di averle.
Come ordine di grandezza prudente, per la maggior parte dei negozi ha senso ragionare in push a settimana, non al giorno. Nei periodi caldi (saldi, festività, lanci importanti) si può salire per qualche giorno, poi si torna al ritmo normale. Se ti accorgi che le disiscrizioni aumentano dopo un invio, è il segnale più chiaro che hai esagerato.
Sugli orari, pensa a quando il tuo cliente ha il tempo di guardare un prodotto: la pausa pranzo, la sera dopo cena, il weekend mattina. Una push alle 3 di notte arriva, ma finisce sepolta sotto tutto quello che il telefono accumula prima del risveglio. Con la programmazione puoi preparare la push quando hai tempo tu e farla partire quando ha tempo il cliente.
Ne parliamo in modo più ampio nella guida su quante push inviare al giorno.
Il popup: quando chiedere il permesso in un negozio
Il permesso notifiche è prezioso: se il visitatore lo rifiuta dalla finestra del browser, recuperarlo è molto difficile. Per questo si mostra prima un popup tuo, con i tuoi testi, e solo dopo il click la richiesta di sistema.
In un negozio il momento conta ancora di più. Alcune indicazioni pratiche:
- Non sulla prima pagina vista. Chi è appena arrivato da una ricerca non sa ancora se il negozio gli interessa. Lascialo guardare.
- Dai un motivo concreto. "Vuoi sapere quando arrivano i nuovi modelli?" o "Ti avvisiamo all'inizio dei saldi" funzionano meglio del generico "Iscriviti alle notifiche".
- Occhio al checkout. Durante il pagamento il cliente è concentrato: un popup in quel momento distrae. Meglio che la richiesta arrivi prima, mentre sfoglia.
- Rispetta chi dice "più tardi". Se il visitatore rimanda, il popup deve tornare dopo qualche giorno, non a ogni pagina.
Su Natom il popup è personalizzabile nei testi, nella posizione (separata fra desktop e mobile) e nella dimensione, con il pulsante "più tardi" e un cooldown prima di ripresentarsi. Puoi anche attivare una welcome push per i nuovi iscritti: è il posto giusto per dire cosa riceveranno e ogni quanto.
Un limite da conoscere: su iPhone le web push arrivano solo se il sito è stato aggiunto alla schermata Home (da iOS 16.4). Su Android, Chrome, Edge, Firefox e Safari su Mac funzionano normalmente. Se una buona parte dei tuoi clienti usa iPhone, leggi la guida su web push e iPhone.
Misurare: CTR e click
Le push si misurano bene, e conviene farlo dall'inizio. Nelle statistiche, per ogni campagna trovi le notifiche inviate, le impression (quante sono state effettivamente mostrate), i click e il CTR, cioè la percentuale di click sulle notifiche mostrate. A livello generale vedi la crescita degli iscritti, il tasso di accettazione del popup e la ripartizione per paese, browser e dispositivo.
Come usare questi numeri in un negozio:
- Confronta i tipi di push, non le singole push. Dopo qualche settimana guarda insieme tutte le push "nuovi arrivi", tutte le "promo", tutte quelle del blog. Vedrai quali tipi il tuo pubblico apre di più.
- Guarda il CTR per audience. Se la stessa promo ha un CTR molto più alto su un gruppo, è il segnale che conviene segmentare di più.
- Incrocia con le vendite. Le statistiche di Natom si fermano al click. Per sapere quanti di quei click sono diventati ordini, aggiungi i parametri UTM ai link delle push e guarda le conversioni nel tuo strumento di analisi o nei report di WooCommerce.
Domande frequenti
Posso mandare push per i carrelli abbandonati?
Non in automatico. Natom non ha carrelli abbandonati automatici né trigger collegati agli eventi di WooCommerce (ordini, carrelli, cambi di prezzo o di disponibilità). Le alternative sono manuali: una push programmata a tutti gli iscritti con un vantaggio a tempo ("spedizione gratis fino a domenica") che spinga chi ha lasciato il carrello a tornare, oppure, se il tuo sviluppatore imposta un tag personalizzato con natom.tag su certe pagine, una push dedicata a quell'audience, scritta e inviata da te.
Le push partono da sole quando un prodotto torna disponibile o cambia prezzo? No. I riassortimenti e i cali di prezzo li annunci tu, per esempio inviando la push dall'editor del prodotto dopo aver aggiornato la scheda. È un lavoro in più, ma ti lascia il controllo su cosa merita davvero una notifica.
Serve un plugin diverso per WooCommerce? No, è lo stesso plugin Natom Push per WordPress. Basta abilitare il tipo di contenuto "prodotto" nelle impostazioni per inviare le push dalla scheda prodotto.
Le audience si creano dalle categorie dei prodotti? Il plugin crea le audience in automatico dalle categorie e dai tag degli articoli del blog, non dalle categorie prodotto. Per segmentare in base alle categorie prodotto visitate serve un tag personalizzato con una riga di JavaScript, come spiegato nella documentazione.
Quanto costa? Con Natom le push sono illimitate su tutti i piani: si paga in base al numero di iscritti, non agli invii. Il piano Free arriva a 1.000 iscritti senza carta di credito, lo Starter costa 19 euro al mese per 10.000 iscritti, il Pro 59 euro al mese per 50.000. Prezzi IVA esclusa.
Le push funzionano anche su iPhone? Sì, ma solo se il cliente ha aggiunto il sito alla schermata Home, da iOS 16.4 in poi. Su Android e sui browser desktop funzionano senza passaggi aggiuntivi.